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Bramezza

Bermeza

Affascinante villaggio incantato alla destra orografica del torrente Cordevole, alle pendici del Sasso Bianco ed affacciato sul lago di Alleghe e sulla maestosa parete nord-ovest del Monte Civetta, Bramezza stupisce il visitatore con il suo fascino d’altri tempi.

La frazione è raggiungibile a piedi in circa un’ora e mezza di passeggiata su strada forestale oppure in mountain bike partendo da Santa Maria delle Grazie. Un percorso immerso nei boschi, alla portata grandi e piccini, che vi regalerà emozioni pure: la riscoperta della natura, la quiete silenziosa delle Dolomiti, il rumore del bosco sotto i vostri passi e il profumo balsamico degli abeti e dei larici.

In inverno la passeggiata, da percorrere anche con le ciaspe o racchette da neve, è resa ancora più suggestiva dal manto bianco di neve che ricopre le Dolomiti.  Un’esperienza unica, che vi porterà a scoprire un ambiente quieto e rilassante e panorami sempre diversi in base alla luce che riverbera sulla neve.

Bramezza si trova a quota 1450 metri di altitudine ed ha una caratteristica che non si può non notare: l’architettura delle abitazioni e dei camini, che richiamano vagamente stili orientali.

Ci sono varie versioni sull’origine di questi particolari elementi architettonici: la più suggestiva è sicuramente quella legata alla presenza di prigionieri turchi della Serenissima Repubblica di Venezia catturati a seguito della battaglia di Lepanto del 1571. Dopo la battaglia, combattuta tra la Serenissima e l’Impero Ottomano, molti dei prigionieri turchi di Venezia vennero confinati in questa zona delle Dolomiti come schiavi da impiegare nella produzione di carbone e legname. In questo periodo, infatti, il territorio agordino era ricco di forni fusori (es. Forno di Caprile) volti alla lavorazione di utensili ed armi in ferro da inviare a Venezia per il commercio.

Non vi sono oggi prove certe a sostegno di questa tesi, che continua comunque a suggestionare gli ospiti grandi e piccoli che visitano questo luogo sospeso nel tempo.

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