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USANZE

LA BONA MAN

Un tempo, il capodanno nel territorio di Rocca Pietore veniva vissuto molto diversamente rispetto ai giorni nostri e non si festeggiava la sera del 31 con cenoni e veglioni, ma si aspettava, con grande senso di comunità, che i bimbi del paese passassero per le case ad augurare un sereno e felice anno nuovo il mattino del primo gennaio.

I bambini, con l’allegria che li contraddistingue, passavano di porta in porta per porgere i loro auguri con la seguente frase:

Bondì e bon an,

a mi la bona man!

Gli adulti erano soliti ringraziare offrendo la “bona man“, che di solito era rappresentata da leccornìe, dolciumi e nei casi più fortunati qualche soldino.

Ancora oggi è possibile trovare qualche bimbo che il primo gennaio va a porgere gli auguri di buon anno nel suo vicinato. 

I PAGARUOI

La prima festività dell’anno è l’Epifania e per l’occasione a Rocca Pietore è ancora tradizione accendere i “pagaruoi“, ovvero i falò propiziatori.

Un tempo, in base alle direzioni che prendevano le fiamme, si traevano delle previsioni su quello che sarebbe stato l’anno a venire.

Questi falò vengono accesi la sera del 5 gennaio e possono simboleggiare il saluto all’anno vecchio che viene bruciato e il benvenuto a quello nuovo, purificato dal fuoco.

Figura importante dei pagaruoi è la “donàza“, che altro non è che la versione ladina della befana.

LA MASCOREDA

Il tradizionale carnevale ladino di Rocca Pietore presenta due diverse varianti: il carnevale di Sottoguda e il carnevale di Laste.

Si tratta di una festa dalle antiche origini ma ancor oggi molto sentita rispettando l’antica tradizione della “Mascorèda“, la sfilata per le vie dei vari villaggi di un corteo composto dalle maschere tipiche: il Capomàscora, i Matazìn, i Lachè e le Mascore de legn sapientemente intagliate a mano e tutte diverse tra loro per grandezza ed espressione.

Ogni figura di questo antico carnevale ha il suo ruolo, a partire dal Capomascora che dirige il corteo, i Matazin e i Lachè vestiti completamente con fazzoletti di seta colorata e fiori di carta, portano in vita una cintura di campanacci ed un originale copricapo, infine ci sono le Mascore de legn i caratteristici personaggi con maschere scolpite a mano nel legno di cirmolo, una diversa dall’altra.

Tutto questo corteo è accompagnato dalle note della musica popolare dolomitica come ad esempio il suono della fisarmonica.

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